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Minimi cenni sui massimi sistemi


Diario


31 dicembre 2007

ll bene augurante

Coco Chanel consigliava alla donna che volesse apparire elegante di guardarsi allo specchio e togliersi qualcosa prima di uscire di casa. Similmente, i dodici mesi del 2007 dovrebbero fare lo stesso esercizio e chiedersi se le loro repliche in versione 2008 proprio non possano fare a meno dei seguenti personaggi – elencati in rigoroso disordine:

Giorgio Corbelli, Fabio Fazio, Antonio Fazio, Lamberto Dini, Daniele Capezzone, Laura Pausini, Beppe Severgnini, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco, Fabrizio Cicchitto, Nicolas Sarkozy, Luciano Moggi, Alessandro Moggi, Adriano Galliani, Milo Infante, Bruno Vespa, Renato Farina, Mario Giordano, Maurizio Belpietro, Michela Brambilla, Francesco Storace, Antonio Campo Dall’Orto, Giuliano Ferrara, Lino Jannuzzi, Enrico Mentana, Carlo Taranto, Giorgio Gherarducci, Silvio Berlusconi, Marco Santin, Federico Moccia, Simona Ventura, Flavio Briatore, Alfonso Pecoraio Scanio, Carlo Giovanardi, Luigi Cremonini, Antonio Polito, Emilio Fede, Francesco Alberoni, Vittorio Feltri, Pio Pompa, Letizia Moratti, Lina Sotis, Franco Montorro, Claudio Limardi, Luca Chiabotti, Paola Binetti, Stefano Gabbana, Maurizio Pistocchi, Francesco Mandelli, Andrea Pezzi, Filippo Facci, Gennaro Gattuso, Antonio Cornacchione, Antonio Ricci, Enrico Papi, Rocco Buttiglione, Francesco Rutelli, Fausto Bertinotti, Luca Casarini, Angelo Bagnasco, Gabriella Carlucci, Gabriele Paolini, Renato Schifani, Alfredo Vito, Antonio Bassolino, Roberto Formigoni, Giancarlo Gentilini, Clemente Mastella, Edward Luttwak, Mauro Mazza, Carlo Casini, Luca Volontè, Paolo Bonaiuti, Lech Kaczynski, Al Zawahiri, Klaus Davi, Mauro Suma, Mike Huckabee, Il Gabibbo, Davide Parenti, Donato Bruno, Paolo Crepet, Clarissa Burt, Alba Parietti, Cristiano Malgioglio, Agostino Saccà, Claudio Petruccioli, Sandro Piccinini, Jaroslaw Kaczynski, Than Shwe, Paolo Liguori, Michela Biancofiore, Giuliano Amato, Giada de Blank, Patrizia de Blank, Marta Marzotto, Adelmo Fornaciari, Francesco Giorgino, Emanuela Baio Dossi, Sandro Bondi, Walter Veltroni, Fabrizio del Noce, Francesco Cossiga, Anselma Dell’Olio, Anna La Rosa, Clemente Jackie Mimun, Carlo Rossella, Luigi Bobba, Domenico Dolce, Marco Verzaschi, Letizia Vacca, Marco Lui, Lucia Annunziata, Amedeo Sebastiani, Carlo Conti, Kim Il Sung, Giorgio Panariello, Lucetta Scaraffia, Renato Brunetta, Vittorio Emanuele di Savoia, Raffaele Morelli, Giorgio Forattini, Maurizio Costanzo, Massimo Giletti, Daria Bignardi, Vincenzo Mollica, Francesca Senette, Italo Cucci, Oreste Scalzone, Carlo Gobbo, Massimo De Luca, Paola Ferrari, Raffaele Bonanni, Isabella Bertolini, Elisabetta Gardini, Daniela Santanchè, Salvatore Ligresti, Pierluigi Battista, Mario Cervi, Gigi d’Alessio, Sean Combs, Michael Jackson, Oreste De Fornari, Gloria De Antoni, Pina Debbi, Alexander Lukashenko, Gianni Vattimo, Tiberio Timperi, Camila Raznovich, Michele Guardì, Vladimir Putin.

La lista è chiaramente incompleta e suscettibile di aggiunte.


30 dicembre 2007

La Domenica Sportiva


29 dicembre 2007

Son soddisfazioni

Oltre un anno blogging non è stato sprecato invano. Scoprire di essere nei primi dieci risultati che Google propone per la ricerca "sistemi interdentali" è cosa di cui vantarsi al bar con gli amici.


29 dicembre 2007

La canzone del giorno / Buddy Holly


testo


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29 dicembre 2007

One of us must know /37

«Ho conosciuto Fidel e Chavez, ora voglio conoscere Ahmadinejad.»

Diego Maradona, Repubblica.it, 26 dicembre 2007


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28 dicembre 2007

One of us must know /36

«Veltroni dice: io la penso così, io dico così e così si faccia. Ma come neuropsichiatra ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare. Non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di sentirsi integrati nel gruppo. Non sono io a sostenerlo, è un dato oggettivo. Fino a poco tempo fa il Dsm4, la “bibbia degli psichiatri” cui fanno riferimento il ministero della sanità, le Regioni e i principali manuali diagnostici, ha sempre inserito l’omosessualità tra le patologie del comportamento sessuale. Poi la lobby dei gay l’ha fatta cancellare. Ma noi specialisti continuiamo a collocarla tra i disturbi del comportamento sessuale.»

Paola Binetti, La Stampa, 28 dicembre 2007


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28 dicembre 2007

Olimpia Milano - S.S. Felice Scandone Avellino 72-86

Una brutta Olimpia, forse la peggiore della gestione Caja, deve cedere il passo ad Avellino, che si impone a Milano per il terzo anno consecutivo. I padroni di casa nulla possono di fronte alla precisione al tiro degli avellinesi (55% di squadra da 3) e non riescono a recuperare il passivo accumulato nel corso del primo quarto.

Si inizia con dieci minuti di ritardo per la morte di Francesco Ricca, allenatore delle giovanili di casa Olimpia, venuto a mancare in mattinata poco prima dell’allenamento dell’Under 15. Anche il cronometro dei 24” si adegua al lutto e, dopo la prima azione e il conseguente canestro di Watson (resterà l’unico in tutto l’incontro), decide di scioperare. Sostituzione dei tabelloni e si ricomincia a giocare, con Avellino che subito comincia a colpire da 3 con il play in miniatura (165 cm di altezza secondo le statistiche, solitamente gonfiate, della Lega). Il punteggio rimane in equilibrio fino a metà del primo quarto, con Righetti a far la parte del leone (10 punti in 5’, sui 15 della sua squadra), complice anche la insolitamente poco attenta marcatura di Gallinari. Boniciolli sfrutta la sua panchina: toglie un inconsistente Radulovic e inserisce Burlacu. Il romeno non è un fenomeno, però è un giocatore capace di farsi sentire a rimbalzo e piuttosto completo in attacco: un’ala forte di quelle che Milano non ha in organico. Sesay lo soffre in difesa e mostra tutta la sua scarsa intelligenza (cestisticamente parlando, s’intende) nel non sapere sfruttare la sua maggiore velocità in attacco. Il tredicesimo punto di Righetti porta gli ospiti sul +11 (13-24). Vukcevic trova il canestro con un po’ di continuità (20-26), ma è una tripla di Burlacu, che segna poi anche da sotto, a frustrare le speranze di riaggancio. Mentre Caja getta nella mischia Aradori e Katelynas, Avellino continua imperterrita a bombardare, con Smith e l’ex Cavaliero. Alla pausa lunga gli ospiti sono sul +14 (34-48) con il solito brutto attacco negli ultimi 5” e il solito atteggiamento arbitrale che permette qualsiasi intervento negli istanti finali prima di una sirena.

Il secondo tempo è un susseguirsi di speranze dapprima accese e quindi frustrate. Il 5-0 in avvio firmato da Aradori e Booker deve fare i conti con due triple di Cavaliero (54-39), Gallinari si prende sulle spalle la squadra e quando Sesay trova l’unica tripla dell’incontro è di nuovo -8 (49-57), ma Green e Smith respingono l’assalto (49-64). L’ultimo tentativo di rientro è dovuto ancora al Divin Fanciullo, che in lunetta dà il -10 (61-71). È però lui a perdere un pallone importantissimo andando a sfondare su Cavaliero. L’ultima possibilità è firmata da Vukcevic, che riporta il distacco a una cifra (-9) con la tripla del 66-75, ma Burlacu dall’angolo chiude l’incontro firmando il 66-78 a 5’ dalla fine.

La vittoria di Avellino, giunta comunque a Milano nelle vesti di favorita, non fa una grinza: semplicemente, il roster biancoverde è superiore in ogni reparto – ala piccola a parte, ma Gallinari fa andare fuori scala qualsiasi confronto – ed ha una migliore varietà di soluzioni. L’ottima percentuale da fuori è figlia anche di una brutta difesa milanese, sempre in grande difficoltà negli uno contro uno. A volte, la pallacanestro è un gioco semplice: se non si tiene l’uno-contro-uno, si deve chiamare un aiuto, e si lascia un avversario libero. Se lo scarico è puntuale, c’è la possibilità di un tiro facile, e con dei buoni tiratori si vince la partita. È così che Boniciolli ha costruito la sua vittoria. Milano ieri non è mai uscita vincitrice da nessun confronto individuale – al solito, per il Divin Fanciullo la generalizzazione non vale – ed è stata spesso costretta a forzare i suoi tiri. Una tirata d’orecchi a tutta la squadra per le 21 palle perse (di cui almeno la metà in maniera decisamente banale) che hanno vanificato l’incredibile dato, per chi ha visto la partita, dei rimbalzi (41-23 per Milano). Razione doppia a Sesay, inguardabile dopo Cantù, e a Watson, completamente fuori partita nonostante i 10 rimbalzi. Bene Aradori, nonostante la brutta percentuale da due, e ovviamente Gallinari: non tanto per la valutazione-monstre (30) quanto per l’atteggiamento in campo, quella sua volontà di provare a tenere in piedi la baracca da solo.

Tra gli ospiti, sicuramente grandi applausi per l’ex Daniele Cavaliero, implacabile dalla distanza (5/7) e bravo nell’alternarsi tra il ruolo di guardia e quello di play. Ma in generale è da applaudire un’intera squadra, cui nessun traguardo in campionato può essere precluso.


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27 dicembre 2007

Titolo onorifico

L'industria tessile potrebbe subire pesanti contraccolpi se l'allevamento delle pecore Katahdin si diffondesse. Due sono i vantaggi di questa razza agli occhi degli allevatori: la minor richiesta di cibo e l'assenza di lana. Sentivo di dover segnalare questa notizia per due motivi. Prima di tutto per tenere sveglia l'attenzione, nonostante il periodo festivo, sulle notizie importanti. In secondo luogo per sottolineare la maestria del Guardian nel segnalare l'articolo in home page con questo titolo meraviglioso: "Where the sheep have no mane". Applausi scroscianti.


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26 dicembre 2007

A Natale non succede mai niente?

Complice l'assenza dei giornali in edicola, e grazie anche ai telegiornali che non mancano di tenerci compagnia con notizie completamente inutili, pare che in questo periodo di feste non succeda niente. Nulla di più falso.


24 dicembre 2007

Con i migliori auguri di buon Natale




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